Il COVID-19 ha ribaltato lo status quo
Era un po’ che volevo fare questa riflessione ma Monaco-PSG ha confermato la mia sensazione. I primi casi li abbiamo osservati nella ripresa dei campionati post lockdown. Un Milan imbattibile ed il calo della Lazio sono state le vere sorprese del finale della scorsa stagione della Serie A. All’estero, il Barcellona si è perso in un bicchier d’acqua mentre il PSG dopo diversi anni è riuscito a superare i quarti di finale di Champions. Nelle prime giornate dei successivi campionati le impressioni si sono confermate ma prima facciamo un passo indietro. Come si è formato l’ormai vecchiostatus quo?
Il Financial Fair-Play e gli entroiti della Champions League
Correva l’anno 2008 ed il 47% dei club europei (secondo Calcio e Finanza) riportava delle perdite, in molti casi rilevanti cioè 20% in più rispetto al loro reddito. Michel Platini si impose ed introdusse il Fair-Play Finanziario per risanare il calcio dai rischi di fallimento. Entrò in vigore nel 2010, e dopo i primi anni di assestamento le conseguenze dal punto di vista sportivo sono evidenti. Il Financial Fair Play limita infatti i nuovi investitori ad apportare modifiche nell’immediato allo status quo. Non stiamo a spiegare i difetti a questo progetto (come i “finti prestiti” tra cui Mbappé a 180 milioni o la poca trasparenza tra le trattive delle società con il medesimo proprietario) ma vogliamo guardare come la modifica abbia stabilizzato anche i risultati sportivi.
Il divario tra i grandi d’Europa e piccoli club di provincia non ha fatto che aumentare. Chi era forte, lo è diventato sempre di più. E chi provava a rincorrere si è trovato con le mani legate. Guardiamo i numeri. Da 9 anni la Juventus vince lo scudetto. Fino ad ora a nulla è servito l’acquisizione di Suning dell’Inter, nonostante il presidente cinese abbia a disposizione un patrimonio da far invidia a tutti. In Europa non è andata molto diversamente, Il PSG e il Manchester City hanno aggirato più volte il Fair Play Finanziario ma soprattutto sono cresciute sotto ogni punto di vista diventando delle corazzate a livello mondiale sotto ogni punti di vista. In Bundesliga, il Bayern Monaco ormai domina da otto anni senza storia. Il PSG ha avuto un solo passaggio a vuoto (l’exploit del Monaco del 2017) per poi imporre la legge in tutte le stagioni. In Liga, la supremazia di Barcellona e Real Madrid non ha fatto altro che crescere con l’Atletico Madrid come grande outsider grazie ai ricavi della Champions League, come vedremo tra poco. E la Premier League? Ecco l’unico campionato che è riuscito a resistere al monopolio nazionale. Motivo? I proventi del campionato inglese vengono distribuiti in maniera differente. In Serie A la maggior parte degli incassi derivano in base alla posizione in classifica a parte un lieve cuscinetto per chi retrocede. In Premier League invece, la grandissima torta (il campionato più splendibile nei mercati lontani) viene divisa in parte uguali, sia per le big che per chi è costretto a lottare per salvarsi, e solo un piccola percentuale premia chi più meritevole. Questo permette anche alle “piccole” di fare investimenti considerevoli rendendo molte squadre competitive.
La Champions League è l’altro grande fattore per cui lo status quo si è stabilizzato. Gli entroiti nelle casse dei club derivante dalla massima competizione europea non hanno fatto che aumentare ultimamente. Chi riesce a qualificarsi alla massima competizione europea guadadna una quantità di denaro che non fa altro che sviluppare un solco tra le grandi e le piccole del rispettivo campionato. Tra le grandi, inoltre, si è allargato anche il divario tra chi riesce ad arrivare alle fasi finali della competizione e chi si ferma ai gironi. Non a caso i club più illustri sono favorevoli alla famosa Eurolega e gli unici ad opporsi sono i club della Premier League (che ricevono una grande quantità di denaro dal proprio campionato). Le big d’Europa sono ormai stabili e difficilmente assistiamo alla vittoria di una cenerentola. L’ultimo caso forse è stato il Chelsea. In ogni campionato però la musica sta cambiando e si sa mai che non presenti sorprese anche in Europa.
Serie A: Milan in testa e Juventus e Inter in difficoltà
Eccoci arrivati al punto cruciale. Avete presente questo status quo? Spazzato via dal COVID-19. Il virus ha avuto grossi effetti anche nel mondo del calcio. Le big europee si sono ritrovate improvvisamente a corto di milioni, senza la possibilità di fare grossi investimenti, e con la consapevolezza che anche la prossima estate sarà un periodaccio per le finanze. Alcune squadre hanno accusato il lockdown e altre sono state rinvigorite. Il Milan su tutti è l’esempio più lampante. Da febbraio il Milan non perde in Serie A ed in questo momento guarda dall’alto le più quotate Inter e Juventus. I nerazzurri per alcuni sono la vera favorita di questo campionato mentre i bianconeri con CR7 sono comunque la squadra da battere da ormai nove anni. Le cinque sostituzioni ed un calendario mai così pieno di impegni per le squadre impegnate in Europa, hanno livellato il campionato come non si vedeva da anni. Ogni big può perdere punti su qualsiasi campo. La Juventus che pareggia a Crotone. L’Inter non è riuscito a superare il Parma a San Siro. Il Sassuolo che espugna il San Paolo e la Lazio che prende 3 sberle dalla Sampadoria. Esempi di come l’ aumento dei cambi abbia aiutato sia le big per i numerosi impegni ma ha anche permesso alle squadre di provincia di sfruttare al meglio il maggior riposo. Avere 5 sostituzioni permette a determinati giocatori di poter dare tutto per 60/70 minuti per poi avere una riserva fresca per non far calare il ritmo della squadra. Dire una favorita dopo queste sette giornate è un azzardo che non mi permetto di fare. Di sicuro prevedo una soglia Scudetto e Champions League mai così bassa come in questa pazza stagione. L’esito è incerto e si sa mai che sia l’anno buono per spezzare l’egemonia bianconera.
Il contagio prosegue anche in Europa
Affrontiamo campionato per campionato e vediamo a quale situazione stiamo assistendo. Come nella realtà, la Germania sembra essere quella che si è opposta con miglior efficacia al virus. In Bundesliga il Bayern Monaco ha vinto il Klassiker ed è in testa al campionato. Lo status quo è messo in pericolo solo dalla variabile del Golden Boy, Haaland e dalla possibile pancia piena dei bavaresi post triplete. In Ligue 1, il PSG ieri sera si è inchinato al Monaco che ha rimontato da 0-2 a 3-2 in un tempo. Scenari quasi impossibili da vivere gli anni precedenti. Dopo essere partito malissimo la squadra di Parigi ha comunque guadagnato la prima posizione (forse condivisa con l’Olympique Marsiglia che ha due partite in meno). Mai come questa stagione però i campioni di Francia sembrano poter abdicare. Lo spogliatoio è ai minimi storici con Tuchel e i mal di pancia di Mbappé e potranno incidere. In Premier League abbiamo già osservato diverse squadre in testa. L’Everton era partito alla grande per poi calare drasticamente nelle ultime giornate. La rivale storica del Liverpool è al quarto posto Il Manchester City è addirittura decimo. Leicester guida il campionato con il Tottenham a -1. Chissà se Mourinho riesca nell’ennesimo miracolo. Il caso più eloquente è la Spagna. Come nella realtà qui il COVID-19 ha avuto un impatto devastante. Real Sociedad in testa con l’Atletico Madrid pronto al sorpassato dopo aver recuperato le due partite mancanti. Real Madrid e soprattutto Barcellona sono in ginocchio e non incutono più quella supremazia che fino a qualche anno fa portava i due colossi a rifilare 4/5 goal a chiunque. Conseguenze della pandemia. Solo tra qualche anno vedremo un nuovo status quo formarsi. Intanto la rivoluzione è in atto e il caos regna nell’imprevedibilità dei campionati. Qualcuno si iniziava ad annoiare vedendo sempre gli stessi esiti. Ora mettiamoci comodi, ne vedremo delle belle.



